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Dall’avvocato: in USA gli immigranti possono essere trattenuti a tempo indeterminato

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Nuova sentenza della Corte Suprema Americana che ancora una volta stravolge il diritto dell`immigrazione degli States. Da oggi gli immigranti possono essere trattenuti a tempo indeterminato dai funzionari dell’immigrazione degli Stati Uniti senza diritto ad udienze preliminari, anche se sono in possesso di validi documenti o sono in procinto di richiesta di asilo. La Corte Suprema ha deciso martedì 27 Febbraio in una sentenza 5-3 che lascia I giuristi senza parole. La corte ha stabilito che gli immigrati non hanno diritto alle udienze periodiche.
La sentenza è una sconfitta per il diritto dell’immigrazione, in quanto le ultime leggi sostenevano che gli immigrati non potevano essere trattenuti per più di sei mesi senza alcuna udienza.
La sentenza della Corte Suprema fa seguito all’appello amministrativo di Trump di una sentenza del nono circuito della Corte di Appello dello scorso anno che sanciva una norma che imponeva agli immigrati detenuti in custodia un’udienza obbligatoria ogni sei mesi, a condizione che non fossero considerati in rischio di fuga o un pericolo per la sicurezza nazionale.
“Imporre una rigida regola di sei mesi come la Corte d’Appello è stato davvero un errore”, ha detto il procuratore generale generale Ian Gershengorn nel novembre 2016.
Nella sua sentenza, la corte ha affermato il diritto del governo di detenere gli immigrati mentre lo stesso determina la loro admissibilita` ha scritto il giudice Samuel Alito nell`opinione di maggioranza.
Alejandro Rodriguez, l`attore principale nella causa per l’azione collettiva, è un immigrato con tanto di documenti validi, carta verde per essere specifici, che fu accusato di possesso di sostanze stupefacenti e poi in seguito condannato. Rodriguez fu detenuto dall’immigrazione per tre anni senza riconoscimento ad alcun diritto ad udienza preliminare..
Un associazione non profit dedicata alla difesa dei diritti degli immigrati ha curato il suo caso difendendolo e alla fine ha ottenuto il suo rilascio e la cancellazione del suo ordine di espulsione. L’appello del governo è stato avviato sotto l’amministrazione Obama e continuato dopo che il presidente Trump è entrato in carica l’anno scorso.

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