Home articoli Dall’avvocato: ESTA e problematiche connesse

Dall’avvocato: ESTA e problematiche connesse

0

La parola ESTA sta per Eletronic System Travel Autorization. Non è altro che il modulo di autorizzazione per l’ingresso negli Stati Uniti che tutti i cittadini Italiani (e degli altri stati aderenti) devono compilare per recarsi o transitare negli USA. L’ESTA fu resa mandatoria dalla legge Federale 73/ 67354 (13 Novembre 2008). ll modulo si compila on-line. L’ESTA così ottenuta sarà valida per i successivi 2 anni dal momento del rilascio e la permanenza è estendibile fino a 90 giorni per visita. Si consiglia la compilazione di un nuovo modulo nel caso avvenissero cambiamenti nelle risposte del modulo che contraddirebbero quanto già riportato. La compilazione include domande piuttosto specifiche tra le quali informazioni relative al datore di lavoro, dati biografici dei genitori, e l’attuale stato di salute.

Ma a cosa serve l’ESTA e quali sono i vantaggi e gli svantaggi? L’ESTA permette al governo Americano di fare uno screening completo ancora prima che il turista entri negli Stati Uniti. Il risultato si ottiene immediatamente dopo il completamento del modulo, tuttavia il governo Americano si riserva la facoltà di rifiutare l’ammissione nonostante l’ESTA abbia avuto esito positivo. In tal caso, bisognerà ritornare nel paese di origine e richiedere un visto presso l’ambasciata del paese di residenza. Ma quali potrebbero essere le ragioni di rifiuto di ammissione? Generalmente entrate continue potrebbero far sorgere sospetto di lavoro illegale (a meno che non ci siano ragioni specifiche che il turista dovrà essere pronto a fornire.) Perquisizioni di bagagli potrebbero condurre alla scoperta di uniformi o attrezzi da lavoro e quindi al rifiuto dell’ammissione.

L’ESTA sicuramente facilita la libertà di viaggio ed elimina quei lunghi procedimenti burocratici che rendono i viaggi noiosi e costosi. Tuttavia è bene capire che l’ESTA fu esclusivamente ideata per il facilitamento del turismo negli Stati Uniti. La sottoscrizione dell’ESTA implica la rinuncia ad alcuni diritti previsti dal diritto dell’immigrazione. Per esempio, la facoltà di passare da uno status all’altro (da un visto ad un altro)o di estensione di status (chiedere l’allungamento dello status attuale). Nel caso di permanenza oltre i 90 giorni, l’ESTA verrà automaticamente cancellata e si dovrà ritornare nel paese di origine per fare domanda di visto ex novo. Il possessore di ESTA non ha diritto all’Adjustment of Status (a meno che non sia legato da un rapporto diretto ad un cittadino Americano e non abbia commesso reati gravi o sia un individuo pericoloso). Nel caso di deportazione, non ha diritto ad un udienza a meno che non chieda l’asilo politico (e in certi casi, se ha una relazione diretta con un cittadino Americano). Una possibile difesa è la dimostrazione che l’individuo non abbia direttamente rinunciato ai diritti in questione o un ordine di rescindo (in casi specifici) presso il Dipartimento di Sicurezza. Nel caso di procedimento di Asilo il richiedente rinuncia al diritto di cauzione se il procedimento contro di esso viene instaurato per direttissima.

Per quanto riguarda il matrimonio tra un alieno presente in territorio con ESTA e un cittadino Americano è bene ricordarsi dell’ultimo cambiamento in materia secondo il quale se il matrimonio avviene prima dei 90 giorni dalla permanenza, nasce la presunzione di fraudolenza. Tuttavia allo scadere dei 90 giorni il possessore ESTA sarà illegalmente presente sul territorio. È consigliabile aspettare i 90 giorni prima di procedere con il matrimonio perché il fatto che si è diventati illegali al 91 mo giorno è sanato dall’ esistenza del rapporto diretto con il cittadino Americano. In sede di intervista queste problematiche verranno tirate fuori ed è bene essere ferrati sull’argomento.

La frequentazione della scuola è espressamente vietata se si possiede l’ESTA e d’altronde non sarebbe compatibile con la validità della stessa. È da dire che le scuole sono governate dalla legge statale (che è separata dal diritto di immigrazione che invece appartiene al sistema federale). Pertanto il sistema scolastico non è competente in materia e non ha facoltà di inquisire lo status immigratorio degli studenti. Il problema tuttavia nasce nel momento in cui il detentore ESTA decide di fare domanda di visto. Ammettendo pure che l’ufficiale consolare non abbia fatto una ricerca approfondita, in sede d’intervista il console potrebbe porre la domanda riguardo alla frequentazione di corsi/scuola di tutti i membri della famiglia. In tal caso, se si nega la frequentazione si commette frode e il visto verrà negato su quella base. Se si ammette la frequentazione, il visto verrà negato sulla base della violazione delle condizioni ESTA.

Un altro dilemma frequente è la richiesta di visto B per la formazione di una società o viaggi frequenti con ESTA. Se i viaggi ricorrono più di 3-4 volte l’anno è consigliabile la richiesta di visto B (purché sussistano le condizioni).

Ricordiamoci che la ratio dell’ESTA è la facilitazione del turismo in USA. Sottoscrivendo il modulo si dichiara di voler entrare in USA semplicemente per una visita breve da turista. Tutte le altre attività non legate al turismo o visite brevi sono espressamente vietate. Allora cosa fare e come comportarsi? Il buon senso e l’aiuto di un esperto in materia possono aiutare a delucidare quelle sfumature che possono essere difficili da leggere in una delle branche più complesse del diritto Americano: il diritto dell’immigrazione.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *